Notizie e curiosità Le app mobili per l’aderenza terapeutica negli adulti con malattie croniche

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Managed Care & Specialty Pharmacy, l’utilizzo di applicazioni mobili dedicate alla gestione dei farmaci può migliorare significativamente l’aderenza terapeutica negli adulti con malattie croniche rispetto alla normale pratica clinica. L’analisi mostra infatti un incremento misurabile del comportamento terapeutico corretto nei pazienti che utilizzano questi strumenti digitali.

Le app mobili migliorano l’aderenza terapeutica negli adulti con malattie croniche“L’aderenza farmacologica negli adulti con patologie croniche è frequentemente subottimale, con conseguenze negative sia sulla progressione clinica sia sui costi sanitari. Le strategie tradizionali per migliorarla risultano spesso complesse e poco efficaci. Le app mobili potrebbero rappresentare un approccio scalabile per supportare i pazienti nella gestione quotidiana della terapia” spiega Yihang Peng, del First Affiliated Hospital of Chongqing Medical University, Chongqing, Cina, primo autore dello studio.

Per verificare l’efficacia delle app, i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica delle principali banche dati biomediche, MEDLINE, EMBASE, CINAHL Plus, Cochrane Central e Web of Science, includendo esclusivamente studi randomizzati controllati che confrontavano un intervento tramite applicazione mobile con la cura standard. L’analisi è stata condotta utilizzando un modello a effetti casuali e la qualità metodologica è stata valutata secondo le linee guida Cochrane. Sono stati inclusi 14 studi per un totale di 1.785 partecipanti, 940 assegnati all’intervento tramite app e 845 alla cura usuale. L’analisi quantitativa ha evidenziato un miglioramento significativo dell’aderenza nei soggetti che utilizzavano l’applicazione (Cohen’s d = 0.40). Non sono emerse evidenze di bias di pubblicazione (test di Egger, P = 0.81) e l’eterogeneità tra gli studi è risultata limitata (I² = 29%). Anche l’analisi di sensibilità, escludendo gli studi di qualità inferiore, ha confermato la stabilità dei risultati (Cohen’s d = 0.43). Le app incluse negli studi integravano nove funzioni principali, ordinate per peso relativo: documentazione (0.254), promemoria terapeutici (0.204), condivisione dei dati (0.148), messaggi di feedback (0.104), supporto decisionale clinico (0.097), educazione terapeutica (0.081), personalizzazione (0.049), statistiche dei dati (0.041) e promemoria degli appuntamenti (0.041). Tuttavia, nell’analisi dei sottogruppi l’effetto sulla aderenza non è risultato influenzato né dalle caratteristiche degli studi né dalle specifiche funzioni delle app (0.37 ≤ P ≤ 0.95), indicando che nessuna componente isolata sembra determinare un impatto superiore. Un elemento favorevole è rappresentato dall’elevata accettabilità dello strumento: in otto studi, infatti, il 91,7% dei partecipanti nel gruppo di intervento (144 su 156) si è dichiarato soddisfatto dell’uso dell’app. Secondo gli autori, questo dato suggerisce una buona potenzialità di diffusione e integrazione di tali strumenti nella pratica clinica quotidiana.

Gli autori concludono che, rispetto alla cura convenzionale, le app mobili possono offrire interventi efficaci nel migliorare l’aderenza terapeutica negli adulti con malattie croniche. “Sebbene promettenti, tuttavia, queste prove richiedono cautela nell’interpretazione, dato anche il livello di evidenza complessivamente basso e la breve durata degli interventi. Saranno necessari studi futuri per identificare le caratteristiche ideali delle applicazioni, valutarne i costi per gli operatori sanitari e migliorarne usabilità, sicurezza ed efficacia secondo modelli centrati sul paziente” concludono gli autori.

 

Fonte: J Manag Care Spec Pharm. 2020 Apr;26(4):550-561. doi: 10.18553/jmcp.2020.26.4.550.

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