Notizie e curiosità L’alfabetizzazione digitale per i servizi sanitari negli anziani rivela livelli insufficienti a livello globale

Secondo una revisione sistematica pubblicata su Archives of Public Health, i livelli di eHealth literacy, o alfabetizzazione digitale relativa alla salute, tra gli adulti più anziani risultano significativamente inferiori alla soglia considerata adeguata per un utilizzo efficace dei servizi sanitari digitali. In un contesto in cui l’integrazione tra internet e sanità è sempre più profonda, tali risultati sollevano importanti interrogativi sulla capacità degli anziani di accedere, comprendere e utilizzare risorse digitali legate alla salute.

L’alfabetizzazione digitale per i servizi sanitari negli anziani rivela livelli insufficienti a livello globale“Con la crescente integrazione tra internet e servizi sanitari, i livelli di alfabetizzazione digitale per la salute rappresentano un importante predittore degli esiti di salute e dei comportamenti protettivi. Tuttavia, manca ancora una comprensione completa dei livelli di eHealth literacy tra gli anziani” afferma Xin Jiang, della Chengdu University of Traditional Chinese Medicine, Chengdu, Cina, che ha guidato il gruppo di lavoro.

Per colmare questa lacuna, i ricercatori hanno effettuato un’ampia ricerca nelle principali banche dati internazionali e cinesi, tra cui MEDLINE, Embase, Web of Science, CINAHL, PsycINFO, CNKI, Wanfang, VIP e Sinomed, includendo studi pubblicati fino a maggio 2024. Sono stati selezionati lavori osservazionali che valutavano i livelli di alfabetizzazione digitale in salute negli adulti anziani. La qualità metodologica è stata valutata utilizzando gli strumenti AHRQ e Newcastle–Ottawa Scale, mentre analisi di sottogruppo e meta-regressione sono state utilizzate per esplorare le fonti di eterogeneità. Gli autori hanno inoltre utilizzato funnel plot ed Egger test per valutare il rischio di bias di pubblicazione. In totale sono stati inclusi 48 studi, comprendenti 33.919 anziani, di cui 45 trasversali, due di coorte e uno longitudinale. La qualità degli studi è risultata nel complesso moderata o elevata, con dieci articoli classificati come di alta qualità. L’analisi quantitativa integrata ha evidenziato un punteggio medio di eHealth literacy pari a 21,45, ben al di sotto del livello minimo considerato sufficiente (≥ 32). Secondo gli autori, questo dato indica una difficoltà diffusa tra gli anziani nell’utilizzo di risorse digitali fondamentali per la gestione della salute. L’analisi per sottogruppi ha mostrato variazioni significative. Le donne anziane presentavano livelli più bassi di alfabetizzazione digitale, con un punteggio di 19,13. Le persone con più di 80 anni hanno registrato un valore ancora inferiore, pari a 16,55. Anziani senza coniuge e coloro che vivevano soli mostravano punteggi rispettivamente di 18,88 e 16,03, suggerendo che le condizioni sociali influenzano in modo sostanziale la capacità di interazione con strumenti digitali. Anche la residenza in Paesi in via di sviluppo si associava a punteggi più bassi, con un valore medio di 20,71. La meta-regressione ha indicato che dimensione del campione e area geografica sono fattori significativi nel determinare l’eterogeneità tra gli studi. Gli autori sottolineano comunque che la rappresentatività globale dei risultati è limitata dal fatto che la maggior parte degli studi proviene da regioni specifiche, soprattutto asiatiche, e che sarà necessario acquisire ulteriori dati da altri contesti internazionali per ottenere un quadro più completo.

Sulla base dei risultati, gli esperti raccomandano di potenziare le iniziative rivolte a migliorare l’eHealth literacy tra gli anziani, considerata la crescente importanza delle competenze digitali nella prevenzione, nella diagnosi e nella gestione delle patologie croniche. “I livelli osservati sono significativamente inferiori alla soglia considerata adeguata, e ciò richiede un’attenzione prioritaria da parte dei sistemi sanitari e delle politiche pubbliche. Ulteriori ricerche internazionali saranno essenziali per comprendere appieno il fenomeno e guidare interventi mirati”, concludono i ricercatori.

 

Fonte: Arch Public Health. 2024 Nov 7;82(1):204. doi: 10.1186/s13690-024-01428-9.

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