Notizie e curiosità Le soluzioni mHealth per la gestione cardiovascolare mostrano benefici su costi sanitari e aderenza terapeutica, ma restano sfide aperte nei giovani
Secondo due studi pubblicati su Value in Health e JMIR Research Protocols, gli interventi di mobile health per la gestione delle malattie cardiovascolari (CVD) mostrano un potenziale significativo nel migliorare gli esiti clinici e ridurre i costi dell’assistenza, mentre strategie innovative come incentivi economici tramite app potrebbero favorire l’aderenza ai trattamenti tra i più giovani, una popolazione spesso difficile da coinvolgere nella gestione dei fattori di rischio cardiovascolari.
“La partecipazione a un programma mHealth di autogestione cardiovascolare può incidere in modo rilevante sulla spesa sanitaria, sull’utilizzo dei servizi e sui parametri clinici dei pazienti” afferma Eyal Zimlichman, del Sheba Medical Center di Ramat Gan, Israele, autore senior del primo lavoro.
Lo studio ha analizzato retrospettivamente dati amministrativi relativi al periodo febbraio 2018 – settembre 2023, confrontando 7.112 partecipanti al programma con un numero equivalente di non partecipanti abbinati per caratteristiche comparabili. Attraverso un approccio “difference-in-differences”, i ricercatori hanno valutato l’impatto della partecipazione sugli indicatori di costo e utilizzo sanitario, conducendo inoltre analisi di moderazione per verificare se l’effetto variasse in funzione di caratteristiche demografiche o datori di lavoro. Modelli lineari misti sono stati utilizzati per esaminare le variazioni dei valori pressori tra i partecipanti. I risultati hanno mostrato che la partecipazione al programma mHealth era associata a un risparmio annualizzato per persona pari a 1.709 dollari rispetto ai non partecipanti. Sebbene il beneficio economico fosse coerente tra uomini e donne e tra diversi tipi di datore di lavoro, è stato osservato un maggiore risparmio tra i partecipanti più anziani. L’intervento è risultato inoltre associato a una riduzione dei giorni di degenza ospedaliera e a un aumento dell’utilizzo della medicina generale, suggerendo un maggior ricorso a cure primarie piuttosto che ospedaliere. Dal punto di vista clinico, i partecipanti hanno ottenuto riduzioni significative della pressione arteriosa, con miglioramenti più marcati nei soggetti con ipertensione di stadio 2 al basale. «Questi dati indicano che i programmi mHealth per la gestione delle CVD possono rappresentare strumenti efficaci e sostenibili per migliorare gli esiti di salute e ridurre i costi sanitari» osservano gli autori, pur sottolineando la necessità di ulteriori indagini per valutarne la sostenibilità a lungo termine.
Parallelamente, un secondo studio si sta concentrando su una popolazione differente, esplorando l’utilità di un’app basata su incentivi economici nel migliorare l’aderenza ai farmaci ipolipemizzanti e antipertensivi tra giovani di età compresa tra 12 e 19 anni a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
“Nonostante i fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e livelli elevati di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C) possano iniziare già in età pediatrica, l’aderenza ai trattamenti è spesso insufficiente, e soluzioni innovative come incentivi economici via app potrebbero rappresentare una strategia promettente” afferma Jacob Hartz, del Boston Children’s Hospital e della Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, USA, autore del secondo lavoro.
Lo studio era stato originariamente progettato come ricerca randomizzata per confrontare due diversi modelli di incentivo tra giovani con ipercolesterolemia familiare in trattamento con statine e con scarsa aderenza terapeutica. Tuttavia, difficoltà di reclutamento, aggravate dalla pandemia di COVID-19, hanno reso necessaria una modifica del protocollo, convertendo il disegno in uno studio pre-post volto a valutare un unico incentivo economico. L’esito principale consiste ora nel cambiamento dell’aderenza terapeutica durante i 60 giorni di intervento rispetto ai 14 giorni di run-in, mentre l’esito secondario riguarda la variazione dei livelli di colesterolo LDL. Il reclutamento è tuttora in corso e l’analisi dei dati preliminari è in fase di svolgimento, ma gli autori sottolineano che i risultati saranno fondamentali per valutare la fattibilità e l’accettabilità di incentivi economici come strumento per migliorare l’aderenza in una fascia d’età particolarmente vulnerabile e difficilmente ingaggiabile.
Le due analisi, una basata su grandi coorti in vita reale, l’altra focalizzata su adolescenti e giovani adulti, riflette la necessità di adattare gli strumenti mHealth alle esigenze delle specifiche popolazioni. I programmi di autogestione per adulti possono favorire una riduzione consistente dei costi sanitari e un miglioramento dei parametri clinici, mentre le strategie basate su incentivi economici potrebbero contribuire a promuovere comportamenti terapeutici più efficaci nelle fasce più giovani, dove l’aderenza rappresenta una sfida importante.
Fonte: Value Health. 2025 Feb 13:S1098-3015(25)00068-3. doi: 10.1016/j.jval.2025.01.025. Online ahead of print.
JMIR Res Protoc. 2025 Aug 14:14:e65105. doi: 10.2196/65105.
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