Notizie e curiosità Le tecnologie mHealth possono contribuire a migliorare l’aderenza farmacologica nelle malattie cardiovascolari

Secondo uno studio pubblicato su Diseases, le tecnologie mHealth mostrano un potenziale beneficio nel migliorare l’aderenza  ai trattamenti farmacologici nelle malattie cardiovascolari (CVD), nonostante risultati non uniformi tra gli studi disponibili.

Patologie cardiovascolari e interventi di telemedicina: esiti migliori con il digitale “Le prove attuali indicano che gli interventi mHealth possano favorire l’aderenza alle terapie di lungo periodo nelle condizioni croniche. Poiché le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di mortalità a livello globale, abbiamo voluto valutare l’efficacia di tali interventi nell’aderenza farmacologica dei pazienti affetti da CVD” afferma Muhammad Arshed, della Faculty of Medicine and Health Sciences dell’Universiti Putra Malaysia (UPM), Serdang, Selangor Darul Ehsan, Malesia, autore principale della revisione. “La nostra analisi ha seguito criteri di inclusione definiti e le raccomandazioni PRISMA per garantire rigore metodologico” prosegue l’esperto.

Gli autori hanno condotto un’ampia ricerca sistematica delle pubblicazioni presenti nei database PubMed, Medline e ProQuest, selezionando studi primari pubblicati tra il 2000 e il 2021 che valutassero l’impatto delle tecnologie mHealth sull’aderenza ai farmaci nelle CVD. Sono stati identificati 23 trial clinici randomizzati per un totale di 34.915 partecipanti, rappresentando uno dei più ampi insiemi di dati disponibili sull’argomento. Gli interventi mHealth esaminati erano eterogenei e includevano messaggi di testo, applicazioni mobili e chiamate vocali, impiegati sia come singole strategie sia come interventi combinati. Questa varietà riflette l’evoluzione della telemedicina e delle tecnologie di supporto al paziente, che negli ultimi due decenni hanno ampliato le possibilità di promuovere comportamenti terapeutici adeguati, soprattutto in patologie caratterizzate da elevato carico cronico come le CVD. I risultati complessivi hanno evidenziato un effetto tendenzialmente positivo degli interventi mHealth sull’aderenza ai farmaci cardiovascolari. La maggior parte degli studi inclusi ha riportato miglioramenti significativi rispetto ai gruppi di controllo, suggerendo un possibile ruolo  delle tecnologie digitali nel sostenere il paziente e nel facilitare una continuità terapeutica che altrimenti potrebbe essere difficile da mantenere. Tuttavia, sei studi non sono riusciti a dimostrare alcun effetto significativo, un dato che suggerisce come l’efficacia delle soluzioni mHealth possa dipendere da molteplici fattori, tra cui il tipo di intervento, la frequenza dei promemoria, il livello di personalizzazione, il contesto clinico e le caratteristiche dei pazienti coinvolti.

Un’analisi del rischio di bias ha rivelato risultati variabili tra gli studi, evidenziando eterogeneità metodologica e differenze nella qualità delle evidenze. Ciò indica la necessità di condurre studi più rigorosi e con disegni più omogenei per poter trarre conclusioni solide sull’impatto globale degli interventi mHealth sull’aderenza terapeutica nelle CVD. “Nel complesso, la nostra revisione sostiene l’idea che le tecnologie mHealth possano essere efficaci nel migliorare l’aderenza ai farmaci cardiovascolari, pur non essendo in grado di incrementare l’aderenza a tutti i trattamenti rispetto ai controlli. Saranno necessari ulteriori studi clinici, caratterizzati da disegni più raffinati e interventi più completi, per ottenere risultati più robusti e tradurre questi strumenti in migliori esiti di salute per i pazienti” concludono gli autori.

 

Fonte: Diseases. 2023 Mar 1;11(1):41. doi: 10.3390/diseases11010041

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