Notizie e curiosità Un’app di gestione del rischio cardiovascolare è associata a miglioramento dei fattori di rischio

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, l’interazione con un’app di mobile health dedicata all’autogestione del rischio cardiovascolare è risultata associata a miglioramenti significativi dei principali fattori di rischio, fra cui pressione arteriosa, profilo lipidico e peso corporeo. L’analisi, condotta in un contesto occupazionale, offre nuove evidenze sul potenziale delle tecnologie digitali nel supportare percorsi continuativi di prevenzione e gestione delle patologie croniche.

Un’app di gestione del rischio cardiovascolare è associata a miglioramento dei fattori di rischio“Il nostro obiettivo era quello di valutare l’impatto reale dell’engagement con un programma digitale di coaching sul controllo dei fattori di rischio cardiovascolare in una popolazione molto ampia” osserva Erin Michos, della Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, Maryland, USA, autrice senior dello studio.

La valutazione retrospettiva ha incluso 102.475 adulti con ipertensione, con o senza dislipidemia, che avevano preso parte a un programma digitale di autogestione fra il 2018 e il 2022. All’arruolamento, l’età mediana era di 53 anni; la pressione arteriosa mediana era 134/84 mmHg, il colesterolo totale 183 mg/dL, l’LDL-C 106 mg/dL e l’indice di massa corporea (IMC) di 30 kg/m². Le analisi hanno esplorato l’associazione fra livelli di utilizzo dell’app, compreso l’accesso ai moduli di coaching non farmacologico basato su linee guida, e variazioni dei parametri clinici a due anni. I risultati mostrano cambiamenti clinicamente rilevanti nei sottogruppi con valori di rischio più elevati al baseline. I partecipanti con pressione sistolica ≥140 mmHg hanno ottenuto una riduzione media di 18,6 mmHg, mentre coloro con colesterolo totale ≥240 mg/dL hanno registrato un decremento di 65,7 mg/dL. Analogamente, gli utenti con LDL-C ≥160 mg/dL hanno ridotto questo parametro di 66,6 mg/dL. Tra i soggetti con IMC ≥30 kg/m², la perdita media è stata pari a 12 libbre (circa il 5,1% del peso corporeo). Un elemento importante dello studio è che un maggiore coinvolgimento con il coaching digitale si associava a riduzioni più marcate in tutti gli esiti valutati. Questi risultati evidenziano come, in un intervento su larga scala esteso a diversi anni, una piattaforma digitale personalizzata possa favorire miglioramenti significativi dei fattori di rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti con valori di partenza più elevati. La natura osservazionale dell’analisi non permette di stabilire un nesso causale, ma indica una forte associazione tra intensità dell’interazione digitale e miglioramento clinico. “Programmi di questo tipo potrebbero rappresentare un valido complemento ai tradizionali modelli di prevenzione, integrandosi con la gestione clinica e favorendo comportamenti salutari continuativi. Saranno tuttavia necessari studi prospettici controllati per determinare il contributo specifico degli strumenti di mobile health e identificare gli elementi più efficaci del coaching digitale” concludono gli esperti.

 

Fonte: J Am Heart Assoc. 2024 May 21;13(10):e033328. doi: 10.1161/JAHA.123.033328. Epub 2024 May 17.

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