Notizie e curiosità La realtà virtuale: una strategia digitale promettente per il dolore orofacciale cronico

Secondo uno studio pubblicato su NPJ Digital Medicine, un programma di realtà virtuale (VR) somministrato in telemedicina potrebbe rappresentare un trattamento non farmacologico efficace per il dolore orofacciale cronico, con benefici superiori rispetto a un intervento solo uditivo a contenuto identico e rispetto al non-intervento. Il lavoro dimostra che la VR è in grado di ridurre intensità e fastidio del dolore, migliorare l’ansia situazionale, l’umore e diversi domini di funzionalità correlati al dolore.

La realtà virtuale: una strategia digitale promettente per il dolore orofacciale cronicoIn questo contesto, la terapia VR ha attirato crescente attenzione, con evidenze significative soprattutto nel dolore lombare cronico e con il recente riconoscimento da parte della FDA del programma EaseVRx come trattamento aggiuntivo per la lombalgia cronica. Per valutare l’efficacia specifica della VR sul dolore orofacciale cronico, i ricercatori hanno condotto uno studio clinico crossover interamente a distanza. A questo scopo i ricercatori hanno arruolato 54 partecipanti con diagnosi di disturbi temporo-mandibolari (TMD), una condizione che interessa circa il 30% della popolazione, e li hanno randomizzati a una sequenza di due interventi, ovvero cinque giorni di trattamento VR e cinque giorni di trattamento audio con gli stessi contenuti audio, in ordine controbilanciato. Ogni fase era seguita da un periodo di cinque giorni senza intervento per evitare effetti di carry-over. Le valutazioni sono state effettuate due volte al giorno tramite una piattaforma smartphone conforme alla normativa HIPAA, utilizzando una scala analogica visiva (VAS) da 0 a 100 per dolore, fastidio doloroso, ansia e umore. I dati, analizzati tramite modelli lineari misti, hanno mostrato un effetto significativo della condizione sperimentale sulla variazione dell’intensità del dolore. La VR ha indotto riduzioni del dolore significativamente maggiori sia rispetto al trattamento audio sia rispetto all’assenza di intervento. Il numero necessario da trattare (NNT) per ottenere un beneficio clinico rispetto all’audio era pari a 3.76. Per quanto riguarda gli esiti secondari, è stato osservato un effetto significativo della condizione sperimentale su dolore fastidioso,

 ansia e umore. La VR ha ridotto l’ansia situazionale e migliorato l’umore più efficacemente dell’intervento audio, oltre che dell’assenza di intervento. Anche i domini settimanali, come interferenza del dolore, ansia generale e qualità del sonno, misurati con PROMIS hanno mostrato un miglioramento. Le analisi post-hoc hanno confermato la superiorità della VR rispetto sia all’audio sia all’assenza di intervento per la maggior parte degli esiti, inclusi interferenza del dolore, comportamento doloroso e ansia generale. Un’analisi esplorativa ha inoltre evidenziato che l’età avanzata era associata a maggiori riduzioni del dolore indotte dalla VR, mentre sesso e razza non influenzavano gli esiti. La risposta al trattamento risultava più marcata nei partecipanti con dolore ad alto impatto. Nessun evento avverso è stato riportato. Per migliorare la retention, subito dopo il consenso informato i ricercatori hanno fornito ai partecipanti una breve sessione educativa sulle potenzialità della VR. Tale sessione ha significativamente aumentato le aspettative di sollievo dal dolore, anche se le aspettative non risultavano correlate alla riduzione del dolore vero e proprio. Tuttavia, aspettative più elevate predicevano una maggiore riduzione dell’ansia e un miglioramento dell’umore.

Secondo gli autori, questo studio contribuisce a colmare lacune metodologiche presenti nelle precedenti ricerche sulla VR, che spesso non utilizzavano contenuti equivalenti nei gruppi di confronto né includevano condizioni di non-intervento. Il disegno crossover con contenuto identico tra VR e audio ha permesso di isolare l’effetto specifico dell’immersione multisensoriale, migliorando l’interpretabilità dei risultati. Inoltre, il modello di telemedicina ha eliminato la necessità di visite in presenza, ampliando l’accessibilità della terapia. Gli esperti sottolineano che, nonostante la durata relativamente breve dell’intervento, il programma VR ha dimostrato benefici sostanziali su dolore e sintomi correlati. “La realtà virtuale offre un’opzione scalabile, non invasiva e con potenzialità a lungo termine per la gestione del dolore cronico” osservano gli esperti, sottolineando la necessità di ulteriori studi su costo-efficacia, alfabetizzazione tecnologica e sicurezza a lungo termine.

 

Fonte: NPJ Digit Med. 2025 Apr 7;8(1):192. doi: 10.1038/s41746-025-01553-x

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