Notizie e curiosità Gestione del dolore postoperatorio a domicilio, il contributo delle tecnologie digitali e della telemedicina

Una scoping review pubblicata sul Journal of Clinical Medicine analizza il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella gestione del dolore postoperatorio dopo la dimissione, un ambito ancora oggi complesso per i clinici e fonte di disagio per molti pazienti. La possibilità di monitoraggio continuo e intervento tempestivo a distanza rappresenta infatti una delle principali opportunità offerte dalla telemedicina per migliorare gli esiti assistenziali e ridurre le complicanze correlate al dolore non controllato.

Gestione del dolore postoperatorio a domicilio, il contributo delle tecnologie digitali e della telemedicina“Il controllo del dolore dopo la dimissione è una delle sfide più rilevanti nella pratica clinica. Le tecnologie digitali consentono non solo di monitorare i sintomi, ma anche di intervenire precocemente, supportando al contempo il paziente nel processo di recupero” osserva Gianluca Azzellino, dell’Università dell’Aquila, autore principale della revisione.

La scoping review è stata condotta secondo la metodologia del Joanna Briggs Institute e la checklist PRISMA-ScR, selezionando 26 studi pubblicati tra il 2015 e il 2025 tramite ricerche sistematiche in PubMed, Scopus e Web of Science. I criteri di inclusione prevedevano pazienti dimessi a domicilio dopo un intervento chirurgico, l’utilizzo di strumenti digitali o di telemedicina per la gestione del dolore, la presenza attiva di professionisti sanitari e il reporting di esiti clinici. Dall’analisi emerge un panorama variegato di soluzioni, che vanno dalle app mobili alle piattaforme web, dai sensori indossabili ai sistemi automatizzati di messaggistica, fino alle tecnologie di realtà virtuale. Questi strumenti sono impiegati sia per monitorare l’andamento del dolore e supportare decisioni terapeutiche, sia per fornire educazione, rassicurazione, rinforzo comportamentale e canali di comunicazione diretta con il team clinico. I risultati più frequentemente riportati includono un miglior controllo del dolore domiciliare, una riduzione del consumo di oppioidi e un elevato livello di soddisfazione da parte dei pazienti, particolarmente apprezzato nei modelli che prevedono feedback tempestivi e percorsi di supporto personalizzati. Tuttavia, la revisione sottolinea che persistono alcune criticità, in particolare il livello eterogeneo di alfabetizzazione digitale, che può limitare l’accesso equo a queste tecnologie e richiedere interventi formativi dedicati. Un ulteriore elemento riguarda la necessità di consolidare l’impatto clinico attraverso studi più ampi e metodologicamente robusti, capaci di valutare esiti a lungo termine e sostenibilità organizzativa. Secondo gli autori, l’impiego di telemedicina e strumenti digitali nella gestione del dolore postoperatorio si configura come una strategia estremamente promettente, in quanto migliora il monitoraggio domiciliare, facilita la comunicazione clinico-paziente e può contribuire a ridurre l’uso inappropriato di oppioidi. Per una diffusione efficace e sostenibile, sarà però indispensabile investire in infrastrutture tecnologiche, formazione professionale e modelli organizzativi che garantiscano un accesso equo e integrato ai servizi.

 

Fonte: J Clin Med. 2025 Jun 5;14(11):4009. doi: 10.3390/jcm14114009.

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