Notizie e curiosità Dolore cronico e innovazione digitale verso un nuovo paradigma nella gestione del dolore
Secondo una recente analisi pubblicata su Frontiers in Pain Research, le tecnologie digitali stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella gestione del dolore, offrendo soluzioni complementari ai metodi tradizionali e rispondendo a bisogni clinici ancora insoddisfatti. Il dolore, osservano gli autori, non è soltanto un sintomo, ma una condizione con importanti ricadute sociali, psicologiche, fisiche ed economiche; la sua gestione rappresenta un vero e proprio diritto umano. Tuttavia, la prevalenza globale di dolore non trattato o sottotrattato continua a crescere.
“Le barriere alla diagnosi, alla valutazione e al trattamento del dolore sono complesse e multilivello, influenzate da fattori del paziente, dei professionisti sanitari, dei sistemi regolatori e dei pagatori. A queste difficoltà si aggiungono i limiti delle strategie terapeutiche convenzionali: valutazioni spesso soggettive, scarsità di innovazione farmacologica nell’ultimo decennio, rischi associati all’uso di oppioidi e barriere economiche di accesso ai trattamenti” afferma Yacine Hadjiat, del National Institute of Health and Medical Research, Inserm, Paris, Francia, autore della revisione.
In questo scenario, la salute digitale emerge come un ambito capace di offrire strumenti aggiuntivi per migliorare la presa in carico del dolore. Le tecnologie oggi disponibili spaziano dalla valutazione digitale alla telemedicina, fino a soluzioni più avanzate per supportare diagnosi e interventi terapeutici. La letteratura indica infatti un crescente numero di evidenze a sostegno dell’utilizzo di piattaforme digitali per l’assessment, il monitoraggio e la gestione del dolore, con il potenziale di ridurre i costi e favorire un recupero più rapido. Il periodo pandemico 2020–2021, caratterizzato da un drastico ridimensionamento dei contatti in presenza, ha ulteriormente accelerato l’adozione di strumenti digitali nella medicina del dolore, mostrando come tali tecnologie possano garantire continuità assistenziale anche in condizioni straordinarie. Tuttavia, sottolineano gli autori, il vero nodo non riguarda solo lo sviluppo di nuovi dispositivi, ma la loro integrazione all’interno di un quadro sistemico che tenga conto dell’equità di accesso, della scalabilità, delle differenze socio-culturali e dei requisiti di evidenza scientifica. La revisione sostiene la necessità di adottare framework strutturati per valutare l’efficacia delle soluzioni di salute digitale. Solo così sarà possibile distinguere gli strumenti realmente utili da quelli che, pur innovativi, non producono un impatto clinico significativo e rischiano di ampliare le disparità assistenziali. “La digitalizzazione rappresenta una delle aree più promettenti nell’evoluzione della medicina del dolore, ma richiede un approccio rigoroso, multidimensionale e attento alle implicazioni etiche e sociali. Le tecnologie digitali, se correttamente implementate, potranno contribuire a colmare lacune storiche nella gestione del dolore e favorire una medicina più personalizzata e inclusiva” concludono gli esperti.
Fonte:
Front Pain Res (Lausanne). 2023 Apr 17:4:1097379. doi: 10.3389/fpain.2023.1097379. eCollection 2023.
Dolore postoperatorio: app, wearable e telemedicina favoriscono monitoraggio domiciliare e riduzione delle complicanze.
Follow-up digitale dopo day surgery: uno studio randomizzato mostra che l’app per monitorare dolore e nausea non migliora la qualità del recupero.
La realtà virtuale migliora dolore, ansia e funzionalità nei pazienti con TMD, con benefici superiori all’audio.

