Notizie e curiosità Un intervento cognitivo-comportamentale online riduce il dolore nella neuropatia periferica indotta da chemioterapia

Un programma digitale di autogestione cognitivo-comportamentale ha mostrato di ridurre significativamente il dolore estremo riferito dai pazienti con neuropatia periferica indotta da chemioterapia (CIPN) cronica, rispetto alla sola cura abituale. È quanto emerge da un trial controllato randomizzato pilota pubblicato sul Journal of Pain.

Un intervento cognitivo-comportamentale online riduce il dolore nella neuropatia periferica indotta da chemioterapia“Lo scopo del nostro studio era quello di valutare l’efficacia di un intervento di gestione del dolore online, auto-guidato e basato su principi cognitivi e comportamentali, il Proactive Self-Management Program for Effects of Cancer Treatment (PROSPECT), nel ridurre il “dolore estremo” in individui con CIPN cronica. Abbiamo inoltre esaminato risultati secondari quali dolore medio, gravità dei sintomi non dolorosi della CIPN, interferenza del dolore e impressione globale di cambiamento” spiega Robert Knoerl, del Dana-Farber Cancer Institute, Boston, Massachussetts, USA, primo autore del lavoro.

Lo studio ha coinvolto 60 pazienti reclutati in cinque centri oncologici ambulatoriali. I partecipanti, affetti da CIPN cronica, sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere per otto settimane l’intervento PROSPECT oppure la cura abituale. Il programma prevedeva un percorso completamente online, auto-gestito dal paziente, con contenuti di tipo cognitivo-comportamentale mirati a migliorare la gestione del dolore e i sintomi correlati. La valutazione pre- e post-intervento includeva un diario elettronico, compilato per sette giorni, riguardante l’intensità del dolore estremo oltre a misure standardizzate relative all’interferenza del dolore, alla severità dei sintomi non dolorosi della CIPN, all’impressione di cambiamento e al dolore “medio”. Le analisi statistiche hanno messo a confronto i punteggi medi post-intervento tra i gruppi mediante analisi di covarianza aggiustata per i valori basali. I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativamente maggiore del “dolore peggiore” nei pazienti assegnati al programma PROSPECT (n = 19) rispetto a quelli che avevano ricevuto la sola cura abituale (n = 19), ( P = .046, d = .58). Non sono invece emerse differenze significative tra i gruppi nei punteggi medi post-intervento relativi agli esiti secondari, che includevano interferenza del dolore, sintomi non dolorosi della CIPN, impressione di cambiamento e dolore “medio” (n = 42). Secondo gli autori, questi risultati preliminari supportano il potenziale dell’intervento PROSPECT come strumento non farmacologico capace di migliorare il dolore più intenso percepito dai pazienti con CIPN cronica, condizione spesso difficile da trattare e scarsamente responsiva alle terapie convenzionali. “Uno studio più ampio e adeguatamente potenziato sarà necessario per determinare la sostenibilità nel tempo dei benefici osservati, valutare con precisione l’effetto del programma sugli esiti secondari e identificare eventuali mediatori del miglioramento del dolore” concludono gli autori.

Fonte: J Pain. 2018 Apr;19(4):382-394. doi: 10.1016/j.jpain.2017.11.009. Epub 2017 Dec 8.

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