Notizie e curiosità Una terapia digitale per l'insonnia riduce il rischio di depressione maggiore nei giovani

Secondo uno studio pubblicato su PLoS Medicine, un intervento di terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia erogato tramite app (CBT-I digitale) può aiutare a prevenire l’insorgenza di disturbo depressivo maggiore (MDD) nei giovani affetti da insonnia e da sintomi depressivi subclinici. I risultati indicano un beneficio preventivo significativo rispetto a un intervento di semplice educazione alla salute, anch’esso somministrato tramite smartphone.

Una terapia digitale per l’insonnia riduce il rischio di depressione maggiore nei giovani“Numerose prove suggeriscono che l’insonnia svolga un ruolo importante nello sviluppo della depressione, ponendo gli interventi mirati al sonno come una strategia promettente per prevenire il disturbo depressivo tra i giovani. Il nostro obiettivo è stato quello di valutare se un programma di CBT-I digitale potesse effettivamente ridurre il rischio di comparsa di MDD” afferma Si-Jing Chen, della Faculty of Medicine della Chinese University of Hong Kong, Shatin, Hong Kong SAR, China primo autore dello studio.

Per approfondire questa situazione, i ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato, in cieco per i valutatori, con gruppi paralleli, arruolando giovani cinesi di età compresa fra 15 e 25 anni con diagnosi di insonnia e presenza di sintomi depressivi subclinici. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a sei settimane di CBT-I basata su app oppure a un programma, della stessa durata, di educazione alla salute, anch’esso erogato tramite smartphone. Le valutazioni sono state effettuate online e mediante interviste telefoniche al basale, al termine dell’intervento, e a sei e 12 mesi di follow-up. L’esito primario era il tempo alla comparsa di un episodio di MDD; gli esiti secondari includevano sia i sintomi sia la diagnosi di insonnia e depressione. Tra il 9 settembre 2019 e il 25 novembre 2022 sono stati randomizzati 708 partecipanti (età media 22,1 anni; DS = 1,9; 57% donne), distribuiti equamente nei due gruppi (n = 354 per ciascun braccio). Durante i 12 mesi di follow-up, 37 partecipanti (10%) del gruppo CBT-I e 62 (18%) del gruppo di controllo hanno sviluppato un episodio depressivo di nuova insorgenza. Il rischio relativo di sviluppare il disturbo risultava ridotto del 42% nel gruppo CBT-I, con un numero necessario da trattare pari a 10,9 per prevenire un caso di depressione maggiore in un anno. Il gruppo trattato con CBT-I ha mostrato tassi di remissione dell’insonnia significativamente superiori rispetto al gruppo di controllo sia al termine dell’intervento (52% rispetto a 28%) sia durante l’intero anno di follow-up. Inoltre, la CBT-I digitale ha prodotto una riduzione più ampia dei sintomi depressivi (differenza aggiustata –1,0) e dei sintomi di insonnia (–2,0) rispetto al controllo, con benefici mantenuti almeno fino al follow-up a sei mesi. Un’analisi di mediazione ha evidenziato che il miglioramento dell’insonnia costituiva un mediatore degli effetti dell’intervento sulla riduzione del rischio depressivo, confermando il ruolo patogenetico centrale del sonno disturbato nello sviluppo del MDD. Nessun evento avverso correlato all’intervento è stato riportato.

Secondo gli autori, la CBT-I erogata tramite app si è dimostrata efficace nel prevenire l’esordio della depressione maggiore e nel migliorare significativamente gli esiti legati all’insonnia nei giovani con sintomi depressivi subclinici. I risultati sottolineano l’importanza di indirizzare l’insonnia come fattore di rischio modificabile nella prevenzione del MDD e l’esigenza di una più ampia diffusione di programmi digitali di CBT-I per promuovere il sonno e la salute mentale nella popolazione più giovane.

 

Fonte:
PLoS Med. 2025 Jan 21;22(1):e1004510. doi: 10.1371/journal.pmed.1004510. eCollection 2025 Jan.

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