Ipertensione - Patient Experience Hypertension 

 

Trigliceridi - Exercise Safely Triglycerides 

 

Ipercolesterolemia - Guida rapida

La Guida Rapida presenta i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza dell’ipercolesterolemia, sia nella forma primaria che in quella secondaria, proponendo utili tabelle per una diagnosi differenziale.

Inoltre, sono descritti segni e sintomi caratteristici che devono essere accuratamente ricercati al fine di una corretta diagnosi di ipercolesterolemia, con un focus sugli studi genetici necessari per la diagnosi di ipercolesterolemia familiare.

Ipercolesterolemia HP

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NON-2023-11959

Ipertensione arteriosa - Guida rapida

La Guida Rapida descrive le modalità di rilevazione della pressione arteriosa, presentando poi la tabella di classificazione dell'ipertensione con i rispettivi gradi al fine di una corretta diagnosi. Inoltre, sono illustrati i molteplici fattori coinvolti nella regolazione della pressione arteriosa, la teoria del mosaico nell'eziopatogenesi dell'ipertensione, gli esami di routine da richiedere e lo screening per danno d'organo mediato dall'ipertensione. In conclusione, anche una sezione dedicata ai consigli sullo stile di vita.

Ipertensione HP

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NON-2023-11960

Apparato Circolatorio. Relazioni tra pressione, flusso e resistenza

Aritmia: Tachicardie sopraventricolari

ARITMIA: Tachicardie sopraventricolari

Definizione

  • Tradizionalmente, con tachicardie sopraventricolari (TSV) si intendono tutti i tipi di tachicardie (ritmo atriale >100 battiti al minuto a riposo) il cui meccanismo coinvolge le fibre del fascio di His o la zona superiore. Dalle TSV sono escluse le tachicardie ventricolari e la fibrillazione atriale. (1)
  • Nella pratica clinica, la TSV può presentarsi come tachicardia a QRS stretto (≤120 ms) o largo (>120 ms) e nella maggior parte dei casi si manifesta con ritmo cardiaco regolare. (1)

Epidemiologia

  • Nella popolazione generale, la prevalenza di TSV è di 2,25 casi ogni 1.000 persone, mentre l'incidenza è pari a 35 casi ogni 100.000 anni-persona. (1)
  • Il rischio di sviluppare TSV è due volte superiore nelle donne rispetto agli uomini. (1)
  • Rispetto agli individui più giovani,nelle persone di età ≥65 anni il rischio di TSV aumenta di cinque volte. (1)

Sintomi

  • Palpitazioni (1)
  • Affaticamento (1)
  • Capogiri (1)
  • Fastidio al petto (1)
  • Dispnea (1)
  • Alterazione della coscienza (1)

La durata dei sintomi e l’età di insorgenza sono importanti. (1)

Valutazione del paziente

  • Anamnesi (1)
  • Esame obiettivo (1)
  • ECG a 12 derivazioni (1)
  • Emocromo completo, profilo biochimico e funzione tiroidea (1)
  • Idealmente, ECG durante un evento di tachicardia (1)
  • Ecocardiografia transtoracica (1)

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Bibliografia

  1. Brugada J et al. 2019 ESC Guidelines for the management of patients with supraventricular tachycardia. European Heart Journal. 2020; 41:655-720

Comprendere la fisiopatologia cardiaca e vascolare nell’ipertensione

Cause e segnali del colesterolo alto

Il colesterolo è una sostanza simile ai grassi ed è prodotta dall’organismo, oppure assunta con l’alimentazione.

Il colesterolo è un lipide naturale presente nel sangue, trasportato da minuscole particelle che si dividono in lipoproteine ad alta densità (HDL), con uno scarso contenuto di colesterolo, e lipoproteine a bassa densità (LDL), con un contenuto di colesterolo molto elevato. Livelli elevati di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, causano il restringimento delle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari o ictus. D’altro canto, livelli elevati di colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”, evitano che le arterie si ostruiscano, riducendo il rischio di patologie.1 Scoprite di più su questi tipi di colesterolo. Le probabilità di essere colpiti da ictus o da cardiopatie aumentano a causa non solo del colesterolo alto, ma anche di altri fattori di rischio come il fumo, la pressione alta, l’età, il sesso, la presenza di diabete mellito di tipo 2 e di malattie cardiache nell’anamnesi familiare.2 Continuate a leggere per scoprire di più sul colesterolo e patologie cardiache.

Cosa causa il colesterolo alto?

In Europa, il 40%–48% circa degli uomini e il 39%–54% delle donne di età compresa tra 40 e 59 anni soffre di colesterolo alto.3 Vi state chiedendo cosa fa aumentare i livelli del colesterolo? Questo articolo illustra le varie cause che portano ad elevati livelli di colesterolo.

Il colesterolo è trasportato da particelle minuscole, che sono principalmente di due tipi: le lipoproteine ad alta densità (HDL) e le lipoproteine a bassa densità (LDL). Il colesterolo che si lega alle HDL è chiamato colesterolo HDL (HDL-C) o “colesterolo buono”, mentre quello che si lega alle LDL è chiamato LDL-C, o “colesterolo cattivo”. Per gestire e prevenire i livelli alti di colesterolo si dovrebbero conoscere in primo luogo le cause che aumentano i livelli di colesterolo.

Le principali fonti del colesterolo alto sono due: esogene (provenienti dall’alimentazione) ed endogene (prodotte dall’organismo). Nonostante la maggior parte del colesterolo sia prodotta dall’organismo, la restante parte proviene dai cibi che contengono il colesterolo. È quindi ovvio che i suoi livelli sono influenzati dall’alimentazione. Esistono anche altri fattori che contribuiscono all’aumento dei livelli di colesterolo.

Condizioni genetiche

Per alcuni, il colesterolo alto ha cause genetiche. I difetti genetici che aiutano l’assorbimento delle LDL da parte delle cellule del fegato portano ad un aumento del livello del colesterolo cattivo nel sangue. Anche patologie ereditarie possono alzare il livello totale del colesterolo.2,4

Cause dietetiche

Gli alimenti contengono due tipi principali di grassi: saturi e insaturi.

Livelli elevati di colesterolo LDL sono legati a un aumento nel consumo di acidi grassi saturi, che possono influire sul benessere dei vasi sanguigni e del cuore.

Tra gli alimenti ricchi di grassi saturi ci sono burro, lardo, formaggi a pasta dura, panna e prodotti derivati; carne grassa, come il maiale; prodotti derivati dalla carne come insaccati, salumi e salsicce; e alimenti ricchi di olio di palma e di cocco. Pertanto, sarebbe meglio evitarli o limitarne il consumo.5,6

Tra gli alimenti ricchi di grassi insaturi ci sono le margarine spalmabili e gli oli di semi, come la margarina di soia, l’olio di semi di colza e l’olio d’oliva, le noci, l’avocado, e i pesci grassi come salmone, sgombro, tonno e aringhe. Le uova non sono solo povere di acidi grassi saturi, ma anche ricche di sostanze nutritive e sono un alimento conveniente. I grassi insaturi riducono i livelli del colesterolo LDL, quindi introdurli nella dieta in sostituzione dei grassi saturi è una buona soluzione per migliorare i livelli di colesterolo HDL.3,5,6

Inoltre, determinati dolci e biscotti contengono grassi trans. Come i grassi saturi, anche i grassi trans contribuiscono ad aumentare i livelli del colesterolo LDL.6

Stile di vita

Uno stile di vita sedentario e la mancanza di attività fisica può aumentare i livelli di colesterolo totale e LDL-C. L’esercizio fisico a intensità moderata può ridurre il livello di LDL-C e migliorare l’HDL-C. Svolgere attività fisica per almeno 30 minuti al giorno può aiutare a tenere sotto controllo i livelli del colesterolo cattivo. Chi è sovrappeso è esposto a un maggiore rischio di colesterolo alto. Ecco perché seguire uno stile di vita attivo e avere un peso ottimale possono aiutare a prevenire o ridurre il colesterolo alto.2,7,8

Stato di salute

Determinati stati di salute, come la gravidanza e le malattie che interessano reni, tiroide o fegato, possono far aumentare i livelli di colesterolo.9

Farmaci

Moltissimi farmaci possono causare uno squilibrio nei livelli di colesterolo e tra questi ci sono:10

  • Farmaci contro l’ipertensione
  • Steroidi
  • Farmaci ormonali
  • Farmaci che inibiscono il sistema immunitario
  • Farmaci contro l’epilessia
  • Farmaci per la cura delle infezioni virali

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Bibliografia:

  1. Huff T, Jialal I. Physiology, Cholesterol. [Updated 2019 Mar 13]. StatPearls Publishing; Treasure Island (FL), 2019.
  2. InformedHealth.org. High cholesterol: Overview. 2013. Available at: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK279318/. Accessed on: 30 October 2019.
  3. Thelle DS. Epidemiology of hypercholesterolemia and European management guidelines. Cardiology. 1990;77(4):2-7.
  4. Patni N, Ahmad Z, Wilson DP. Genetics and Dyslipidemia. In: Feingold KR, Anawalt B, Boyce A, et al, (eds). MDText.com: South Dartmouth (MA), 2000.
  5. InformedHealth.org. High cholesterol: Does reducing the amount of fat in your diet help? Available at: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK279315/. Accessed on: 06 November 2019.
  6. The European Food Information Council. Cholesterol: The good, the bad and the average. Available at: https://www.eufic.org/en/food-today/article/cholesterol-the-good-the-bad-and-the-average. Accessed on: 06 November 2019.
  7. Crichton GE, Alkerwi A. Physical activity, sedentary behavior time and lipid levels in the Observation of Cardiovascular Risk Factors in Luxembourg study. Lipids Health Dis. 2015;14:87.
  8. European Heart Journal. ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias. Available at: https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehz455/5556353 Accessed on: 06 November 2019.
  9. Ibrahim MA, Jialal I. Hypercholesterolemia. StatPearls: Treasure Island (FL), 2019.
  10. Herink M. Medication Induced Changes in Lipid and Lipoproteins. In: Feingold KR, Anawalt B, Boyce A, et al.(eds). MDText.com: South Dartmouth (MA), 2000.

COLESTEROLO

Ruolo nella malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD)

  • Il colesterolo sierico e i suoi trasportatori lipoproteici (LDL, VLDL e HDL) sono notoriamente legati al rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD). (1)
  • Il colesterolo LDL (LDL-C) è la forma dominante di colesterolo aterogeno, causalmente associato al rischio di ASCVD: l'abbassamento di LDL-C riduce il rischio di ASCVD proporzionalmente alla sua riduzione assoluta. (2)
  • VLDL è il principale trasportatore di trigliceridi e anche il colesterolo VLDL (VLDL-C) è aterogeno. (1)
  • La combinazione di LDL-C e VLDL-C è chiamata non-HDL-C ed è più aterogena di entrambe le lipoproteine da sole. (1)
  • Studi clinici randomizzati sui farmaci ipocolesterolemizzanti in pazienti ad alto rischio confermano che l'abbassamento di LDL-C produce riduzioni marcate della ASCVD. A titolo indicativo, un abbassamento dei livelli di LDL-C dell'1% comporta una riduzione dell'1% circa del rischio di ASCVD. Questo conferma il principio generale che "più basso è meglio" per LDL-C. (1)

LDL: lipoproteina a bassa densità; VLDL: lipoproteina a densità molto bassa; HDL: lipoproteina ad alta densità

Epidemiologia

  • In Italia, circa il 66% degli uomini e il 69% delle donne nella popolazione adulta (35-74 anni) presenta ipercolesterolemia con livelli di colesterolo >200 mg/dL (3)
  • Tra la popolazione anziana (65-74 anni), la percentuale di uomini e donne con livelli di colesterolo >200 mg/dL sale a circa il 70% e 82%, rispettivamente (3)
Colesterolo

Fattori di rischio

Fattori di rischio per valori elevati di colesterolo includono: (4)

  • Età: ≥45 anni per gli uomini; ≥55 anni per le donne
  • Storia familiare di ASCVD precoce (<55 anni per gli uomini; <65 anni per le donne)
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Fumo
  • Bassi livelli di HDL-C (<40mg/dL per gli uomini; <55 mg/dL per le donne)

ASCVD: malattia cardiovascolare aterosclerotica; HDL-C: colesterolo-lipoproteina ad alta densità

Obiettivi di trattamento per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (2)

tabella

Apo: apolipoproteina; BMI: indice di massa corporea; HbA1c: emoglobina glicata; HDL-C: colesterolo-lipoproteina ad alta densità; LDL-C = colesterolo-lipoproteina a bassa densità

Analisi di laboratorio

  • La misurazione dei lipidi e delle lipoproteine è utilizzata per stimare il rischio di ASCVD e guidare il processo decisionale terapeutico. (2)
  • Un profilo lipidico sierico standard misura la concentrazione di colesterolo totale e HDL-C, così come i trigliceridi. Con questi valori si può stimare la concentrazione di LDL-C. (2)
  • I valori di colesterolo totale e le HDL-C sono utili per stimare il rischio di ASCVD di un paziente. (2)
  • I valori di LDL-C plasmatico permette di stimare il rischio di ASCVD che può essere modificato con terapie di riduzione delle LDL-C e di identificare se sono presenti livelli di LDL-C marcatamente elevati che possono suggerire un alto rischio di ASCVD nel corso della vita. (2)

ASCVD: malattia cardiovascolare aterosclerotica; HDL-C: colesterolo-lipoproteina ad alta densità; LDL-C: colesterolo-lipoproteina a bassa densità

Bibliografia

  1. Grundy SM et al. 2018 AHA/ACC/AACVPR/AAPA/ABC/ACPM/ADA/AGS/APhA/ASPC/NLA/PCNA Guideline on the management of blood cholesterol. Circulation. 2019;139:e1082–e1143
  2. Mach F et al. 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk. European Heart Journal. 2020; 41:111188
  3. Istituto Superiore della Sanità. Progetto Cuore. http://www.cuore.iss.it/indagini/ CuoreData. Ultimo accesso maggio 2022
  4. Ibrahim MA et al. Hypercolesteloremia. StatPearls Publishing. 2021

NON-2022-9072

Diabete e rischio cardiovascolare

Diabete e rischio cardiovascolare

Panoramica e definizione

  • Esiste uno stretto legame tra diabete mellito (DM) e malattie cardiovascolari (CVD), le quali rappresentano la causa prevalente di mortalità e morbilità nella popolazione diabetica. (1)
  • L’elevato rischio di mortalità per CVD nei pazienti diabetici si rileva sia negli uomini che nelle donne. (1)
  • Un obiettivo primario del trattamento del diabete dovrebbe essere quello di migliorare il rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici. (1)
  • Il rischio elevato di malattia coronarica inizia a livelli di glucosio al di sotto del punto di cut-off per il DM (<7 mmol/L, 126 mg/dL) e aumenta con l'aumentare dei livelli di glucosio. (2)

Epidemiologia

  • A livello globale, si stima che un totale di 463 milioni di persone siano affette da diabete. (3)
  • In Europa si contano circa 60 milioni di diabetici e il tasso di prevalenza, che già raggiunge valori del 10-12% in alcuni paesi, è in crescita. (4)
  • In Italia il diabete colpisce oltre 3,5 milioni di persone: 1,8 milioni di uomini e 1,7 milioni di donne. (5)
  • Negli adulti con diabete, il rischio di infarto cardiaco e ictus è da due a tre volte più alto. (6)
  • In generale, il diabete mellito conferisce un rischio due volte superiore di esiti vascolari (malattia coronarica, ictus ischemico e morti vascolari), indipendentemente da altri fattori di rischio. (2)

Fattori di rischio cardiovascolare nel paziente diabetic

  • L'obesità è comune nei pazienti con DM (in particolare quelli con diabete di tipo 2) ed è associata ad un aumentato rischio di CVD. (1)
  • I pazienti diabetici sono a maggior rischio di sviluppare dislipidemia: livelli elevati di ApoB e VLDL sono legati a un aumento del rischio di CVD. Inoltre, l'iperinsulinemia è associata a bassi livelli di colesterolo HDL. (1)
  • L'ipertensione è molto comune tra i pazienti con diabete di tipo 1 e di tipo 2, con tassi di prevalenza del 30% e 60%, rispettivamente. L'ipertensione tra i pazienti diabetici è strettamente legata allo sviluppo di nefropatia diabetica. (1)

DM: diabete mellito; CVD: malattie cardiovascolari; ApoB: apolipoproteina B; VLDL: lipoproteine a densità molto bassa; HDL: lipoproteine ad alta densità

Patologie cardiovascolari nel paziente diabetico

  • Il diabete è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattia coronarica, con una maggiore incidenza di infarto del miocardio nei pazienti con DM rispetto a quelli non diabetici. Inoltre, dopo un infarto del miocardio, i pazienti diabetici hanno tassi più elevati di morbilità, mortalità e re-infarto rispetto ai non diabetici, con un tasso di mortalità a un anno pari a quasi il 50%.(1)
  • Oltre a contribuire all’aterosclerosi coronarica e all’ipertensione, il DM sembra partecipare direttamente allo sviluppo della cardiomiopatia diabetica. (1)
  • La neuropatia autonomica cardiovascolare è comune tra i pazienti con DM ed è correlata ad un aumento del tasso di mortalità a 5 anni per CVD. Collettivamente, le manifestazioni cliniche della neuropatia autonomica cardiovascolare* sono legate a un aumento del rischio di CVD, ictus, malattia renale e morte improvvisa. (1)

* Tachicardia a riposo, ipotensione posturale, intolleranza all'esercizio fisico, anormale regolazione vasomotoria coronarica, aumento dell'intervallo QT e instabilità perioperatoria

Valutazione del rischio cardiovascolare

  • La valutazione di routine della microalbuminuria dovrebbe essere effettuata per identificare i pazienti a rischio di sviluppare CVD e/o disfunzioni renali. (2)
  • Un ECG è indicato nei pazienti con DM e ipertensione o se si sospetta una CVD. (2)
  • Altri test, come l'ecocardiografia transtoracica, la misurazione del calcio coronarico e l'indice caviglia-braccio (ABI), possono essere considerati per verificare la presenza di malattie cardiache strutturali o come modificatori di rischio nei pazienti a rischio moderato o alto di CVD. (2)

DM: diabete mellito; CVD: malattie cardiovascolari; ECG: elettrocardiogramma

Prevenzione del rischio cardiovascolare

  • Cambiamenti nello stile di vita sono fondamentali per prevenire il DM e le sue complicazioni cardiovascolari. (2)
  • Si raccomanda di ridurre l'apporto calorico per abbassare il peso corporeo eccessivo nei pazienti con DM. (2)
  • Una dieta mediterranea integrata con olio d'oliva e/o noci riduce l'incidenza degli eventi cardiovascolari maggiori. (2)
  • Un'attività fisica moderata-vigorosa di ≥150 min/settimana è raccomandata per la prevenzione e il controllo del DM. (2)
  • Il controllo ottimale della pressione arteriosa riduce il rischio di complicazioni micro- e macro-vascolari. (2)
  • Le statine prevengono efficacemente gli eventi cardiovascolari e riducono la mortalità cardiovascolare. A causa dell'alto profilo di rischio dei pazienti con DM, il trattamento intensivo con statine dovrebbe essere utilizzato su base individuale. (2)

DM: diabete mellito

Bibliografia

  1. Leon BM, Maddox TM. Diabetes and cardiovascular disease: epidemiology, biological mechanisms, treatment recommendations and future research. World Journal of Diabetes. 2015; 6(13):1246-1258
  2. Cosentino F et al. 2019 ESC Guidelines on diabetes, pre-diabetes, and cardiovascular diseases developed in collaboration with the EASD. European Heart Journal. 2020; 41:255-323
  3. Saeedi P et al. Diabetes Res Clin Pract 2019; 157:107843
  4. Organizzazione Mondiale della Sanità. Ufficio regionale per l’Europa. Diabetes – Data and statistics. https:// www.euro.who.int/en/health-topics/noncommunicable-diseases/diabetes/data-and-statistics. Ultimo accesso giugno 2021
  5. Dati sullo stato di salute (2019). http:// dati.istat.it/. Ultimo accesso giugno 2021
  6. Organizzazione Mondiale della Sanità. Diabetes – Key facts. https:// www.who.int/news-room/fact-sheets Ultimo accesso maggio 2022

NON-2022-9074

Ipertrigliceridemia

Definizione e classificazione

  • L'ipertrigliceridemia è definita da livelli sierici di trigliceridi a digiuno pari o superiori a 150 mg/dL (1,7 mmol/L) (1,2)
  • Diverse linee guida e comitati di esperti hanno stabilito diversi valori di cut-off per classificare la gravità della patologia (1)

Classificazione della pressione arteriosa

Epidemiologia

  • L'ipertrigliceridemia è la forma più comune di dislipidemia nella popolazione generale. (1)
  • In Italia, la prevalenza di ipertrigliceridemia negli adulti (35-74 anni) è del 31% negli uomini e del 17% nelle donne. (3)
  • Tra gli anziani (65-74 anni) la prevalenza di ipertrigliceridemia rimane invariata al 31% negli uomini, mentre sale al 23% nelle donne. (3)
  • L'ipertrigliceridemia è associata all'aumento dell'età, all'aumento dell'indice di massa corporea, all'aumento dei livelli di glucosio nel sangue, all'aumento del colesterolo totale e alla riduzione del colesterolo HDL. (2)

HDL: lipoproteina ad alta densità

Fattori di rischio

Comuni (2)

  • Obesità
  • Sindrome metabolica
  • Diabete di Tipo 2

Meno comuni (2)

  • Consumo eccessivo di alcool§
  • Sedentarietà
  • Sovrappeso
  • Ipotiroidismo
  • Malattia renale
  • Steatosi epatica non alcolica
  • Gravidanza
  • Malattie autoimmuni
  • Alcuni farmaci*
  • Malattie genetiche

§Più di una bevanda standard al giorno per le donne e più di due bevande standard al giorno per gli uomini. *Antipsicotici di seconda generazione, antiretrovirali inibitori della proteasi, beta-bloccanti, sequestranti degli acidi biliari, corticosteroidi, estrogeni, immunosoppressori, isotretinoina, diuretici tiazidici. Iperlipidemia familiare combinata, ipertrigliceridemia familiare, disbetalipoproteinemia familiare, ipoalfalipoproteinemia familiare, iperchilomicronemia familiare e disturbi correlati.

Rischi per la salute

  • L’ipertrigliceridemia rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. (2)
  • L’ipertrigliceridemia è anche una componente della sindrome metabolica ed è caratteristica della dislipidemia aterogena. (2)
  • Diversi studi epidemiologici hanno identificato i livelli sierici di trigliceridi non a digiuno come dei marcatori robusti di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD). (1)
  • Livelli di trigliceridi sierici non a digiuno ≥177 mg/dL (2 mmol/L) (4)  sono associati anche al rischio di pancreatite acuta, con un hazard ratio superiore a quello per ASCVD. (1)

Bibliografia

  1. Simha V. Management of hypertriglyceridemia. BMJ. 2020; 371:m3109
  2. Oh RC et al. Management of hypertriglyceridemia: common questions and answers. American Family Physician. 2020; 102:online
  3. Istituto Superiore della Sanità. Progetto Cuore. http://www.cuore.iss.it/indagini/CuoreData. Ultimo accesso giugno 2021
  4. Pedersen SB et al. JAMA Intern Med 2016;176:1834-1842

NON-2022-9076

Ipertensione arteriosa

Definizione

  • Un paziente viene considerato iperteso quando presenta i seguenti valori: (1)
    • pressione arteriosa sistolica ≥140 mmHg e/o
    • pressione diastolica ≥90 mmHg
  • Tale definizione si basa su molteplici trial clinici che hanno mostrato come il trattamento dei pazienti con questi valori di pressione arteriosa fornisca dei benefici. (1)
  • La stessa definizione è usata nei giovani, nelle persone di mezza età e negli anziani, mentre nei bambini e negli adolescenti, per i quali non sono disponibili dati da studi interventistici, si applicano i centili della pressione arteriosa. (1)

Classificazione della pressione arteriosa

Classificazione della pressione arteriosa

Epidemiologia

  • A livello globale, la prevalenza di ipertensione è stata stimata a 1,13 miliardi di persone nel 2015; in Europa centrale e orientale la stima supera i 150 milioni. (1)
  • Nel mondo, circa il 30-45% degli adulti è iperteso, con una prevalenza globale standardizzata per età pari al 24% negli uomini e al 20% nelle donne. (1)
  • In Italia, l’ipertensione colpisce circa il 54% degli uomini e il 40% delle donne nella popolazione adulta (35-74 anni). Tra gli anziani (65-74 anni), il tasso sale al 77% tra gli uomini e al 74% tra le donne. (2)
  • La pressione arteriosa elevata è stata la principale causa di morte prematura nel 2015, portando a quasi 10 milioni di morti e oltre 200 milioni di anni di vita con disabilità. (1)

Fattori di rischio cardiovascolare

Caratteristiche demografiche e parametri di laboratorio (1)

  • Sesso (uomini > donne)
  • Età
  • Fumo (presente o in passato)
  • Diabete
  • Sovrappeso o obesità
  • Vita sedentaria
  • Colesterolo totale e HDL
  • Acido urico
  • Menopausa precoce
  • Fattori psico-sociali e socio-economici
  • Battito cardiaco (valori a riposo >80 battiti/minuto)
  • Storia familiare di malattia cardiovascolare prematura (uomini di età<55 anni e donne di età<65 anni)
  • Storia familiare di ipertensione a insorgenza precoce

Screening

  • L'ipertensione è una condizione prevalentemente asintomatica che è meglio rilevata attraverso programmi dedicati di screening della popolazione o tramite la misurazione opportunistica della pressione arteriosa. (1)
  • Per le persone sane con una pressione ottimale (<120/80 mmHg), la pressione arteriosa dovrebbe essere misurata almeno ogni 5 anni e più frequentemente quando se ne presenta l'occasione. (1)
  • Nei pazienti con una pressione normale (120-129/80-84), la pressione arteriosa dovrebbe essere misurata almeno ogni 3 anni. (1)
  • I pazienti con pressione normale elevata (130-139/85-89 mmHg) dovrebbero monitorare la loro pressione con cadenza annuale a causa dell'alto tasso di progressione della pressione normale elevata in ipertensione. (1)

Ipertensione e rischio di eventi cardiovascolari e renali

  • Esiste una relazione indipendente e continua tra la pressione arteriosa e l'incidenza di malattia renale allo stadio terminale e diversi eventi cardiovascolari (CV): ictus emorragico, ictus ischemico, infarto del miocardo, morte improvvisa, insufficienza cardiaca e malattia arteriosa periferica. (1)
  • Una pressione diastolica elevata è associata a un aumento del rischio CV ed è più comunemente elevata nei pazienti più giovani (<50 anni) rispetto a quelli più anziani. La pressione diastolica tende a diminuire dalla mezza età come conseguenza dell'irrigidimento arterioso; di conseguenza, la pressione sistolica assume un'importanza ancora maggiore come fattore di rischio dalla mezza età. (1)

Danno d’organo mediato dall’ipertensione

  • L’ipertensione può causare cambiamenti funzionali e/o strutturali negli organi maggiori (cuore, cervello, reni, retina, vasi sanguigni), perciò è importante considerare e valutare il danno d’organo mediato dall’ipertensione in tutti i pazienti con pressione arteriosa elevata, anche per identificare i pazienti a rischio alto o molto alto. (1)
  • Ciò è particolarmente rilevante nei casi di ipertrofia ventricolare sinistra, di malattia renale cronica con albuminuria o preteinuria, o di irrigidimento arterioso. (1)

Bibliografia

  1. Williams B. et al. 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. European Heart Journal. 2018; 39:3021–3104
  2. Progetto Cuore, Istituto Superiore della Sanità. Epidemiologia e prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari. http://www.cuore.iss.it/indagini/CuoreData. Ultimo accesso giugno 2021

NON-2022-9075

La dislipidemia e il suo ruolo nella patogenesi delle malattie cardiovascolari

Calcolatore del rischio CV a 10 anni - Algoritmi SCORE2 e SCORE2-OP

Calcolatore del rischio di diabete di tipo 2 a 10 anni

NON-2023-11960