Brufen & CoVid19 position statement

Al momento non esiste alcuna prova scientifica che stabilisca un legame tra l’uso di ibuprofene e il peggioramento di CoVid-19

Brufen & CoVid19 position statement

Recentemente sono state sollevate delle preoccupazioni riguardanti l’utilizzo dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) legate alla pandemia di Covid-19 ancora in corso.1

Sono in circolazione segnalazioni, in particolare dai social media, che sollevano dubbi sul fatto che l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, potrebbe peggiorare la malattia da Coronavirus (COVID-19).1

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'Agenzia Europea per i medicinali (EMA), e la Food and Drug Administration (FDA) statunitense hanno espresso una posizione chiara nell’affermare che al momento non esiste alcuna prova scientifica che stabilisca un legame tra l’utilizzo di ibuprofene ed il peggioramento di COVID-19.1,2,3

L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) nel suo comunicato afferma anche che i pazienti e gli operatori sanitari dovrebbero prendere in considerazione tutte le opzioni di trattamento disponibili, inclusi paracetamolo e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) all’inizio del trattamento di febbre e dolore in pazienti con COVID-19.1

Inoltre, l'EMA avverte che, nei pazienti che già assumono ibuprofene, attualmente non c'è nessun motivo per interrompere il loro trattamento e che questo è particolarmente importante da tenere in considerazione per i pazienti che assumono ibuprofene o altri FANS per il trattamento di malattie croniche.1

Estratto del comunicato del 18 marzo 2020 di EMA1

L'EMA fornisce indicazioni sull'uso degli antinfiammatori non steroidei per COVID-19.

L'EMA è venuta a conoscenza di segnalazioni, in particolare dai social media, che sollevano dubbi sul fatto che l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, potrebbe peggiorare la malattia da coronavirus (COVID-19).

Attualmente non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. L'EMA sta monitorando attentamente la situazione e valuterà tutte le nuove informazioni che saranno disponibili su questo problema nel contesto della pandemia.

A maggio del 2019, il comitato per la sicurezza dell'EMA (PRAC) ha iniziato una revisione dei farmaci antinfiammatori non steroidei ibuprofene e ketoprofene, a seguito di un’indagine dell'Agenzia Nazionale Francese per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (ANSM) che ha suggerito che l'infezione dovuta alla varicella e alcune infezioni batteriche potrebbero essere aggravate da questi medicinali. Nelle informazioni sul prodotto di molti medicinali FANS sono presenti già delle avvertenze che gli effetti degli antinfiammatori non steroidei possono mascherare i sintomi di un peggioramento dell'infezione. ll PRAC sta rivedendo tutti i dati disponibili per verificare se siano necessarie misure aggiuntive.

All'inizio del trattamento della febbre o del dolore in corso di malattia da COVID-19 i pazienti e gli operatori sanitari devono considerare tutte le opzioni di trattamento disponibili, incluso il paracetamolo e i FANS. Ogni medicinale ha i suoi benefici e i suoi rischi come descritto nelle informazioni del prodotto e che devono essere prese in considerazione insieme alle linee guida Europee, molte delle quali raccomandano il paracetamolo come opzione di primo trattamento nella febbre e nel dolore.

In accordo alle linee guida nazionali di trattamento, i pazienti e gli operatori sanitari possono continuare a utilizzare FANS (come l’ibuprofene) come riportato nelle informazioni del prodotto approvate. Le raccomandazioni attuali prevedono che questi medicinali vengano utilizzati alla dose minima efficace per il periodo più breve possibile.

I pazienti che hanno qualsiasi dubbio devono rivolgersi al proprio medico o al farmacista. Attualmente non ci sono ragioni per interrompere il trattamento con ibuprofene, in base a quanto riportato sopra. Ciò è particolarmente importante per i pazienti che assumono ibuprofene o altri FANS per malattie croniche.

A seguito della revisione dei dati di sicurezza dell’ibuprofene e del ketoprofene, l’EMA sottolinea la necessità di condurre tempestivamente studi epidemiologici, al fine di fornire adeguate evidenze sugli effetti dei FANS sulla prognosi della malattia da COVID-19. L'Agenzia sta contattando le sue controparti ed è pronta a supportare attivamente tali studi, che potrebbero essere utili per formulare eventuali raccomandazioni terapeutiche future.

Una volta conclusa la revisione del PRAC, l'EMA fornirà ulteriori informazioni come opportuno.

Estratto della Dichiarazione dell’OMS del 19 aprile 20202

L'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) in pazienti affetti da COVID-19

Brief scientifico

Background

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i farmaci più comunemente utilizzati e hanno una vasta gamma di usi. I FANS includono inibitori non selettivi delle cicloossigenasi (COX) (come ibuprofene, aspirina (acetilsalicilato), diclofenac e naprossene) ed inibitori selettivi della COX2 (come celecoxib, rofecoxib, etoricoxib, lumiracoxib e valecoxib). Sono state espresse preoccupazioni riguardo al fatto che i FANS possano essere associati ad un aumentato rischio di effetti avversi quando usati in pazienti con infezioni respiratorie virali acute, compreso COVID-19. Questa review mira a valutare gli effetti dell'uso dei FANS in pazienti con infezioni respiratorie virali acute sugli eventi avversi acuti severi (tra cui mortalità, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza d'organo acuta ed infezioni opportunistiche), sul ricorso all’assistenza sanitaria in acuto (incluso il ricovero, ricovero in terapia intensiva (ICU), ossigenoterapia supplementare e ventilazione meccanica) nonché sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza a lungo termine.

Metodi

Una rapida revisione sistematica è stata effettuata il 20 marzo 2020 sui FANS e sulle infezioni respiratorie virali utilizzando MEDLINE, EMBASE ed il Database Global dell’OMS. La revisione ha incluso studi condotti su pazienti di qualsiasi età con infezioni respiratorie virali esposti a FANS sistemici di qualsiasi tipo. Tutti gli studi su COVID-19, la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) sono stati inclusi indipendentemente dalle dimensioni del campione.

Revisione delle evidenze

In totale sono stati inclusi 73 studi (28 studi negli adulti, 46 studi nei bambini e uno studio negli adulti e nei bambini). Tutti gli studi riguardavano infezioni respiratorie virali acute o condizioni causate comunemente da virus respiratori, ma nessuno ha esaminato specificamente casi di COVID-19, SARS o MERS. La revisione ha mostrato un livello molto basso di evidenza sulla mortalità tra adulti e bambini. Gli effetti dei FANS sul rischio di ictus ischemico ed emorragico e di infarto del miocardio negli adulti con infezioni respiratorie acute non sono chiari. Evidenze con un livello di sicurezza da moderata ad elevata hanno mostrato poca o nessuna differenza tra ibuprofene e paracetamolo tra i bambini con febbre per quanto riguarda gli effetti sulla mortalità per tutte le cause, sul ricovero per qualsiasi causa, sull'insufficienza renale acuta e sul sanguinamento gastrointestinale acuto. La maggior parte degli studi riporta che non si sono verificati eventi avversi gravi, o che sono stati osservati solo eventi avversi lievi o moderati. Non ci sono prove relative agli effetti dell'uso di FANS sul ricorso acuto all'assistenza sanitaria, sulle misure esplicite di qualità della vita o sulla sopravvivenza a lungo termine.

Limitazioni

Non erano disponibili evidenze dirette derivanti da pazienti con COVID-19, SARS o MERS. Pertanto, tutte le prove incluse devono essere considerate come prove indirette rispetto all'uso di FANS prima o durante la gestione di COVID-19. Solo uno studio randomizzato e controllato includeva un numero sufficientemente ampio di partecipanti tale da identificare rari eventi avversi gravi. Le prove rimanenti derivano da studi controllati randomizzati più piccoli, i quali sono probabilmente sottodimensionati per la rilevazione di eventi avversi gravi rari, e da studi caso-controllo e di coorte con limitazioni metodologiche. Gli studi hanno incluso non solo i pazienti con infezioni respiratori e virali o derivanti da patogeni noticonfermate, ma anche quelli con condizioni causate comunemente da virus respiratori, come le infezioni del tratto respiratorio superiore e la febbre nei bambini. È probabile che non tutti i partecipanti fossero affetti da infezioni respiratorie virali. I FANS sono un insieme variegato di farmaci con diversi profili di rischio per diverse popolazioni e patologie. Non tutti gli studi hanno fatto una distinzione tra i diversi tipi di FANS. È probabile che alcuni degli studi più vecchi includano pazienti che hanno assunto specifici FANS che non sono più disponibili a causa di effetti avversi.

Estratto del comunicato FDA del 19/03/20203

Le raccomandazioni da FDA ai pazienti sull’uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per il trattamento dei sintomi associati al COVID-19.

FDA è a conoscenza di notizie che sostengono che l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l'ibuprofene, potrebbe peggiorare il quadro clinico di pazienti affetti da malattia da coronavirus (COVID-19). Queste notizie fanno seguito ad una lettera pubblicata sulla rivista medica Lancet lo scorso 11 marzo 2020, che ipotizzava il fatto che la presenza di un enzima (una molecola che aiuta una reazione biochimica nel corpo) aumentasse attraverso l'assunzione di FANS e che ciò potesse portare ad un aggravamento dei sintomi di COVID-19.

Al momento, FDA non è a conoscenza di prove scientifiche che colleghino l'uso dei FANS, come l'ibuprofene, ad un peggioramento dei sintomi di COVID-19.

L'Agenzia sta approfondendo ulteriormente la questione ed emanerà un comunicato pubblico quando saranno disponibili maggiori informazioni. Tuttavia, tutte le indicazioni di utilizzo dei FANS da prescrizione avvisano che "l'attività farmacologica dei FANS nel ridurre l'infiammazione, ed eventualmente la febbre, può ritardare la diagnosi di infezioni".

Per coloro che desiderano utilizzare opzioni di trattamento diverse dai FANS, ci sono altri farmaci da banco (OTC) e farmaci da prescrizione approvati per l'attenuazione del dolore e riduzione della febbre. FDA suggerisce di parlare con il proprio operatore sanitario di riferimento in caso di preoccupazione per l'assunzione di FANS e fare affidamento su questi farmaci per il trattamento di malattie croniche.

FDA consiglia ai pazienti di leggere l'intero foglietto illustrativo dei farmaci da banco prima dell'uso. I farmaci da banco sono sicuri ed efficaci quando si seguono le indicazioni da foglio illustrativo e/o le indicazioni del proprio medico curante. I pazienti che usano farmaci da prescrizione devono assumerli in accordo alle istruzioni del proprio medico curante e in accordo con le indicazioni del medicinale.